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Piero Proietti edited this page 8 months ago

Famola facile...

Ho portato avanti questo progetto, praticamente da solo, sino ad un livello di usabilità tale da renderlo paragonabile a nomi che non osavo manco sollecitare: systemback fra tutti, refracta da cui ho preso tutto quel che ho potuto, mx-snapshot e, naturalmente il rimpianto remastersys.

Ho aggiunto anche del mio, naturalmente, così se la massima parte degli script bash ed il file di configurazione sono stati presi da refracta, il fatto di utilizzarli con typescript e oclif-dev è naturalmente una idea mia ed anche utilizzare overlayfs al posto di attendere ogni volta la copia dell’intero filesystem di origine è nata qua. Così come l’uso di calamares per l’installazione e la creazione della repository locale yolk che cpntiene esclusivamente i pacchetti necessari all’installione, permettendo, quindi, che sta stessa possa avvenire in assenza di connessione internet.

Ultimamente grazie alla collaborazione con ufficiozero ed ai buoni uffici di fconidi che mi ha indicato a loro è uscita su una nota rivista italianaLinux Freedom un articolo in cui di parla anche di del nuovo rilascio di ufficiozero ed anche di questo lavoro. E mi ha fatto enorme piacere!

Niente, però in confronto alla sorpresa dei brasiliani che, rintanati in casa per le note problematiche, ad un certo punto si sono ritrovati su SempreUPdate un articolo su uova e pinguini e si sono buttati a capofitto.

Le istruzioni per l’uso, il manuale utente lo trovate qua, in questa pagina vorrei dare le linee guida per prendere una distro tutto sommato amichevole come Debian buster cinnamon e customizzarla a piacimento. Farla vostra insomma.

Sarò breve, serviranno alcune conoscenze ma l’effetto è assicurato!

Scaricare una iso originale di Debian

Manco a dirlo, o via torrent (preferibile) o via htts, scaricate da Debian l’edizione debian-live-10.5.0-amd64-cinnamon.iso.

In alternativa è possibile partire con Una immagine Devuan beowuld, Ubuntu bionic (esempio Linux Mint 19.3), Ubuntu focal (esempio Ubuntu 20.04, Linux Mint 20) o una derivata da esse.

Installate la ISO

L’installazione di Debian è diventata semplice da tempo, con calamares anche di più. Si tratta di inserire il disco, avanti, avanti, avanti... Avendo però cura di usare o una macchina virtuale o un computer sul quale potete, come dire “giocare” senza far danni.

Scaricare penguins-eggs

Anche qua, alla fine non ci vuole molto, basta andare su sourceforge.com, cercare penguins-eggs, e cercare la cartella file, quindi packages-deb. Si fa ancora prima con un link, per cui basta cliccare qua.

Scegliete l’ultima versione, naturalmente compatibile con la vostra architettura, ma ormai quasi tutti sarete con macchine amd64, esiste comunque anche l’edizione per i386)

Installazione di penguins-eggs

Potete farlo a mano o in lavatrice!

A mano aprite un terminale, andate sulla directory Scaricati e date il comando:

sudo dpkg -i eggs-

a questo punto un bel tab vi aiuterà a finire il comando e date invio.

In lavatrice, si scarica il file, lo si apre con gdebi che ci propone di installarlo.

Più semplice di così!

Uso di eggs

Per l’uso e le funzioni di eggs rimando al manuale, qui tratteremo lo stretto indispensabile e cioè:

Installazione dei prerequisiti per.

sudo eggs prerequisites

Vi verrà chiesto se volete utilizzare calamares per l’installazione, selezionate “yes”

Processo di produzione della iso.

sudo eggs produce -vf

Notate il flag -vf che sta per --verbose e --fast.

Se volete una iso più piccola ma maggior tempo di attesa potete usare solo -v.

Avete tempo e la volete ancora più compressa? -vc

Terminato!

Ora avete la vostra ISO in /home/eggs/nome-host-AA-MM-GG.iso

L’utente della live si chiama live e la sua password è evolution. La stessa password è impostata anche per root.

Pronti ad utilizzarla per far ripartire un altro pc, configurarla a piacimento dell’utente e riprodurla di nuovo!

Un bel gioco no?